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Elettrificazione e potenziamento rete elettrica

L’altra faccia dell’elettrificazione

Bella l’idea dell’auto elettrica e bella l’idea di parcheggiarla in garage e caricarla durante la notte (chi ha un garage ovviamente).

In Italia, stando agli ultimi censimenti abbiamo un parco circolante di poco superiore alle 51.682.370 unità con una disponibilità di posti auto limitata. Possiamo infatti considerare che, con il dato rilasciato dall’agenzia delle entrate, che individua in 19.509.976 abitazioni principali, si può approssimare che siano circa il 40% di queste ultime a poter beneficiare di un garage per ricoverare la propria auto.

Oltre ciò va considerato che il patrimonio immobiliare italiano è costellato da abitazioni risalenti agli anni ‘50 e ‘60 che avevano dimensionato le autorimesse secondo i parametri dei veicoli dell’epoca, che riportati ai giorni nostri, di fatto, impediscono a molti veicoli moderni di poter entrarvi.

Pertanto possiamo ridurre ulteriormente la quota dei garage fruibili. Se volessimo quindi ipotizzare quanti di quel 40% possono veramente essere utilizzati come ricovero per le nostre amate auto e attrezzati per la ricarica elettrica, allora dovremo considerare circa la quota di 6-8 milioni di garages.

Il punto di equilibrio, qual’è?

Questo noioso e impreciso calcolo vale però al fine di determinare indicativamente quale sia l’impatto che una città di medie dimensioni debba affrontare per garantire energia sufficiente ai propri cittadini per poter sostenere le esigenze di ricarica di ciascun veicolo elettrico (vedi modello norvegese).

La propaganda, giustissima sia ben chiaro, sull’utilizzo di veicoli elettrici sta facendo passare in secondo piano la necessità, da parte dei fornitori di energia, di potenziare i carichi disponibili.

Se l’80% della popolazione a casa ha un contatore 3.1 Kw la necessità di un aumento di carico è quanto meno inevitabile, portando la fornitura ad almeno 7.4 Kw.

Dal punto di vista urbano la rete di distribuzione deve poter contare addirittura su potenze maggiori, di tipo “rapido” (fino a 22 kW) in corrente alternata, “veloci” (fino a 150 kW) o HyperCharge (superiori a 150 kW). (qui il punto di vista sull’utilizzo del litio e sul fabbisogno energetico)

A livello nazionale sarebbe un carico importante che spingerebbero verso investimenti nel potenziamento sia delle centrali sia degli impianti alternativi.

Cosa si sta facendo per soddisfare il fabbisogno?

Attualmente i vari provider di energia non hanno ancora comunicato ufficialmente se l’argomento elettrificazione desta loro perplessità dal punto di vista delle forniture. A livello governativo o regionale non ci sono evidenze di sovvenzioni che possano incoraggiare gli investimenti sul territorio e soprattutto sulle tratte autostradali, punto importante per spingere a vedere l’auto elettrica non solamente come un veicolo ad uso cittadino ma come un mezzo a lungo raggio.

Le iniziative rimangono confinate a provider come Be Charge, del gruppo BePower che ha in piano di costellare il territorio nazionale di 30.000 unità di ricarica, declinate nelle diverse potenze.

Qui l’articolo che ben descrive quanto Be Charge abbia in piano per il 2021

BE CHARGE PROTAGONISTA ALLA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ DI BOLOGNA

Per quanto riguarda invece le soluzioni domestiche, ci sono i vantaggi previsti dai bonus governativi.

Potete avere un idea sia dei dispositivi sia delle potenze erogate consultando rispettivamente:

RePower

Eni Gas & Luce

Enel X

VPsolar:

Nella legge di bilancio 2021, il nuovo comma 8 dell’articolo 119, prevede che per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per gli interventi di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione è riconosciuta nella misura del 110 per cento nel rispetto dei seguenti limiti di spesa e fatti salvi gli interventi in corso di esecuzione:

  • 2000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 1500 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero massimo di otto colonnine;
  • 1200 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero superiore ad otto colonnine.

Lo sgravio concesso può arrivare al 110% se combinato con altri interventi per migliorare l’efficacia energetica dell’abitazione (ad esempio l’installazione di un sistema fotovoltaico).

Per le aziende, secondo quanto riporta il Resto del Carlino, c’è anche la Nuova Sabatini: l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’installazione di postazioni di ricarica in sede è inquadrabile nella categoria dei beni strumentali ammortizzabili. L’entità dell’incentivo può arrivare a coprire il 50% dell’investimento sostenuto, sempre in forma di detrazione fiscale. Si può optare per la classica colonnina o per la wallbox, meno ingombrante.