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La parola chiave è “Analytics”

Sia che tu faccia porte automatiche, automazioni per parcheggi o building automation, probabilmente, ti sei limitato a vendere i tuoi prodotti per colmare un’esigenza immediata.

Ma se si proponesse ai nostri clienti non solo la possibilità di gestire un varco, una porta o un tornello, ma di poter essere più vicini ai propri clienti e proporre soluzioni che nemmeno loro avrebbero pensato di chiedere?

Ormai i tempi della vendita del singolo componente fine a sé stesso sono passati. Tutti noi siamo clienti e spesso ci soffermiamo a pensare quanto sarebbe bello o comodo vedere soddisfatto non solo il nostro bisogno primario, al quale chiediamo un immediata risoluzione, ma vedere soddisfatti quelle necessità così laterali da sembrarci secondarie, ma alle quali, una volta abituati non si può più fare a meno.

Quando parlo di servizi “laterali” parlo della vera conoscenza del cliente e di come fidelizzarlo dando quel qualcosa in più che lo faccia sentire assistito. Si, ecco, assistito. Sempre più spesso l’attività online non ci consente di essere al centro delle attenzioni di chi ci offre un prodotto.

Lavorando nel campo della mobilità è da tempo che osservo non tanto i gestori ma gli utenti finali, dai quali c’è molto da imparare.

Gestori lungimiranti mi hanno insegnato che è tanto importante facilitare l’esperienza dell’utente quanto sapere da dove viene, dove va e perché usufruisce del servizio che si propone.

Sagge e sacrosante parole. “Perché”.

Mettiamola così. Se io riuscissi a sedermi a bere una birra con ognuno degli utenti finali dei miei clienti scoprirei milioni di informazioni su ciascuno e tutte diverse, per necessità e tipologia. E cosa farei per avere maggiori informazioni da queste persone? Probabilmente offrirei una seconda birra no?

Alla stessa maniere il diffondersi dei servizi via app consentono di ottenere informazioni sulla nostra anagrafica e sui nostri spostamenti che assolvendo alla necessità del bisogno primario, si preparano a proporre quei servizi “laterali” dei quali l’utenza ne ha un lontano desiderio. Tramite sistemi di “Reward” le app ci mantengono a quel tavolo, pronti per la seconda birra.

Ma tutte quelle informazioni alla fine come le gestisco?

La parola magica è “Analytics”, cioè quell’analisi di dati collaterali che se interrogati nel modo corretto restituiscono il segreto della felicità dei nostri clienti.

I servizi legati a questo mondo sono diffusi dalle maggiori company di cloud computing, un esempio è Lookup di Google, Alibaba, che oltre alle analytics fornisce AI e IoT o Azure di Microsoft.ttps://looker.com/

questo trend è anche confermato dagli ultimi report economici, dove ad esempio AZURE (qui l’articolo de IlSole24Ore sui ricavi di Azure) ha avuto una crescita nel 2020 del 50%, dopo i già incredibili risultati del 2019 che stanno facendo crescere il brench di Microsoft vertiginosamente.

Ormai non ci si deve inventare nulla di nuovo. E solamente necessario essere buoni osservatori e avere gli strumenti giusti che ci svelino il “perché” dei nostri clienti.

Siamo ormai in un mondo circondato dall’IT al quale chi è nel settore della mobilità può e deve orientarsi, sempre nell’ottica del miglior servizio e della migliore esperienza per i clienti finali.