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Xiaomi alla conquista del mercato dell’auto elettrica

E’ di pochi giorni fa l’annuncio della cinese XIAOMI di voler intraprendere la produzione di veicoli elettrici.

Tale scelta è da molti considerata il naturale proseguimento del processo di innovazione tecnologico, intrapreso nel 2010 da Lei Jun, attual Chairman.

Le scelte tecnologiche sono ancora segretate e i rumors del mercato per ora si basano su uno stringato comunicato stampa, ma considerando che gli accordi fra Cina e resto del mondo sono in ampio sviluppo, soprattutto in Europa, c’è da aspettarci che possa diventare un player importante nel settore degli Electrical Vehicle (EV), inoltre viste le capacità e le disponibilità dell’azienda, confido che parallelamente alla produzione di veicoli ci sia anche un piano di sviluppo di una rete di punti di ricarica.

Parlando di “disponibilità” intendo un investimento che si aggira sui 10 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Si, insomma, non un banale tentativo di entrare in un mercato nuovo, ma suona come determinata a ricoprire un ruolo chiave.

Se i legami commerciali venissero rivisti o potenziati, avremmo questa volta non la corsa ai monopattini ma alle auto elettriche, che, inizialmente potrebbero avere un appeal su modelli entry level o cittadini, lasciando il segmento di fascia alta a player già consolidati.

Ricordiamoci che la tanto decantata auto elettrica “economica”, annunciata da Elon Musk, con la sua Model Y, ha un prezzo di attacco di 63 mila euro, di certo non considerabile un prezzo di “fascia bassa”.

La concorrente Volkswagen riesce a stare sotto a quella soglia con la sua ID.3, ma parliamo pur sempre di un prezzo base di poco inferiore ai 40 mila euro.

E’ facile intuire che se Xiaomi vuole impattare sul mercato deve far leva sul segmento delle vetture medio piccole, che per dimensione fisica possono ospitare batterie ridotte e di conseguenza garantire autonomie più ridotte.

Da questa considerazione ne nasce a mio avviso, l’esigenza di immettere sul mercato anche un sistema home per la ricarica e di uno che garantisca una rete geografica distribuita e sono curioso di vedere cosa Xiaomi possa proporre. I gestori delle reti elettriche in Cina è da tempo che parzializzano il territori, lavorando in sinergia con le reti stradali, ma in Europa la questione è diversa. Ogni paese ha il suo gestore, con piccole eccezioni, come Enel-X, che riesce a spaziare nella fornitura di veicoli elettrici fra Europa e America Latina.

Un ulteriore interrogativo che mi sovviene è relativa ai rumors che circondano Apple, circa la volontà di produrre anch’essa veicoli elettrici.

Come per i telefono cellulari e portable device, Xiaomi, insieme a Samsung e Huawei, sono i concorrenti asiatici diretti di Apple. Quest’ultima sta cercando di trovare un partner, proprio in Cina, che fornisca i componenti principali, mentre si concentra sullo studio e sulla produzione di batterie, sulla tecnologia di guida autonoma e altre caratteristiche hardware/software, senza appoggiarsi alle tecnologie già all’avanguardia presenti nel continente asiatico (guarda il video sulla tecnologia LiDAR ad esempio).

Non è sola in questo, il mese scorso è stato riportato che anche la rivale domestica di Xiaomi, Huawei, vuole fare auto elettriche. Informazioni non confermate sostenevano che l’azienda aveva avvicinato Changan Automobile (una casa automobilistica di proprietà dello stato), BluePark New Energy Technology e altri potenziali partner.

Samsung SDI fa già batterie per veicoli elettrici, un altro ramo del gigante coreano ha acquisito il produttore di infotainment Harman qualche anno fa. LG Energy Solutions (che si è separata da LG Chem l’anno scorso) sta facendo anche batterie EV.

Certo il passaggio di Xiaomi dai monopattini alle auto elettriche è un salto enorme, ma guardando a quanto hanno costruito in undici anni di attività, confido che possano darci sorprese e soddisfazioni.

Preparatevi a caricare il vostro monopattino su un nuovo veicolo elettrico, sempre sotto il brand Xiaomi.